Afràmerichè? – Afràmeriwhàt?

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Romana. Ho sempre preferito definirmi così piuttosto che Italiana, scarsissimo spirito nazionalistico, chissà perché?!. In una immaginaria competizione tra Roma e l’Italia intera mi sono imposta di scegliere una bandiera di appartenenza, e quella GialloRossa ha vinto 10-0 sul tricolore! Non è perché sono della Roma (e lo sono dalla nascita!), ma piuttosto per quel che in me evoca quel “giallo come er so-o-le, rosso come er cuore mio-oooooooh!“. E poi Roma è Roma. È casa e, come tutte le case, è un casino. La si ama incondizionatamente quando si ha la benedizione di non dover neanche alzare lo sguardo per sapere col cuore dove ci si trova!

Da quando però mi capita di passare lunghi periodi all’estero, e sopratutto negli ultimi 7 anni di palleggiamento tra tre continenti (ridotti a due dal 2013 per cause di forza maggiore!), qualcosa è cambiato.

Mi scappa, quando mi viene chiesta la mia provenienza, un gonfio “Italiana“, ma di che tipo di orgoglio sia gonfio non l’ho ancora capito neanche io! Poi mi viene automatico aggiungere che sono mezza British, ma lo dico più che altro per me (e perché è vero) perchè qui in America non serve riparare all’italianità, anzi qui, quel British, non aiuta! Oh, Italy, Rome, Florence, il Godfather (per gli over 30), i Sopranos (per le nuove generazioni), pitza, maccaroùni (generico per pasta, aimè) e chi più stereotipi ha più ne metta, ma qui in America ancora ci amano!

Dulcis in fundo, e sempre più per me che altro, mi gioco la carta vincente, quella della nazionalità del mio cuore:  “I also am half Ethiopian! My soul’s Ethiopian, my heart is”, e qui si aprono porte, cancelli e portoni, pure quelli blindati! Meravigliosa multi-etnicità, avanzatissima integrazione (in Italia stiamo al medioevo in confronto!) e soprattutto e sempre in virtù della mia provenienza d’origine: pacifico ed immenso senso di normalità nell’ essere una metà di una coppia mista!!

Son venuta su a paiata, tacchino ripieno di castagne, porceddu, cassatine e dorowòt, il tutto annaffiato da buon vino novello, birra, zibibbo, mirto e tella … e a questo punto che non sia obesa è da considerarsi un miracolo!

Afrà è il nome con cui mi piace essere chiamata dai tempi in cui vivevo ad Addis, perchè mi ricorda il mio bipolarismo cardiaco, questo sentirmi mezza africana con una fetta de core a Roma, dove mi hanno chiamato “A-Frà” almeno un milione di volte!

Insomma, nella forma più breve possibile: Afràmericana: un cuore metà Africa metà Europa fisicamente in America!

LoveTale

Afràmeriwhàt?

Roman. I’ve always preferred defining myself like that rather than Italian, very lacking nationalistic soul, guess why?! In an imaginary competition between Rome and the whole of Italy I’ve forced myself to choose one flag, and the Redandyellow won 10-0 against the tricolore! It’s not because I’m a Roma fan (and I am since the day I was born!), it’s moreover because of the effect that gives me the verse of Roma’s anthem “yellow as the sun, red as my heart!”. And then Rome is Rome. It’s home and, as a home should be, it’s a mess. You just unconditionally love her when you are so blessed that you don’t even need to look up with your eyes to know where you are, ‘cos heart knows already!

But now, ever since I’m spending long periods abroad, and especially in the past 7 years bouncing between 3 continents (back to 2 since 2013 due to force majeure!), something has changed.

It slips out of me, when I’m asked where am I from, a swelled with pride Italian, but what kind of pride is it swell with I still haven’t figured out! Then I automatically add that I am half British, but I say it for me (and because it’s true!) ‘cos here in the States there’s no actual need to fix the italianity, on the contrary, here, that British, doesn’t really help! Oh, Italy, Rome, Florence, the Godfather (for the over 30’s), the Sopranos (for the youngsters), pizza, macaroni (generic for pasta, unfortunately!) and you name it (oh stereotypes!), but here in the States they still love us!

Dulcis in fundo, and again I do it for me, I play my trump card, the nationality of my heart: “I also am half Ethiopian! My soul’s Ethiopian, my heart is”, and with saying this I can open doors and gates, even the armoured ones! Amazing multi-ethnicity, improved integration (in Italy we’re still in the middle age!) and above all and because of my provenience: immense and peaceful sense of normalcy in being one half of a mixed couple!

I was raised with paiata, stuffed turkey, porceddu, cassatina and dorowòt, hosed with good novello, beer, zibibbo, mirto and tella … and really not being obese, so far, is a miracle!

Afrà is the name I love being called with since the time I was living in Addis, because reminds me of my cardiac bipolarity, of this feeling I have of being half African with a slice of heart in Rome, where I’ve been called “A-Frà” at least a million times!

So, in the shortest possible form: Afràmericana: a Heart half African half European physically in America!

 

 

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