La libera uscita

Venti e correnti

mollate le ancore. ripiegate le vele.

stanotte ci lasciamo dolcemente cullare, lasciamo che sia il mare a scegliere per noi.

scegliere. volere. rimandare.

oggi lasciamo che il sale ci corroda un pò e il sole ci riscaldi.

lasciamo che il vento ci modelli come rocce immobili per riconoscerci.

lasciamo che le correnti prendano il comando, che ci guidino nell’abisso o a sfrangerci sugli scogli.

un moto imprevedibile.

il vento e le correnti che confabulano.

la spuma delle onde.

oggi godiamo dei fondali.

scopriamo che i coralli sono caldi.

tratteniamo ancora il fiato, ancora un pò.

mollate i parabordi. imbarcate i remi.

stanotte lasciamo scegliere al mare per questa vita che è sempre in due maniere.

lasciamo che la chimica decida se abbiamo ossigeno e cuore per farcela.

vestiremo le parole con ali di silenzio perchè i gabbiani non le devono ascoltare.

pettineremo con le dita le creste delle onde.

alla deriva per ritrovare quell’infinito

per rifocillare il desiderio in spirali vorticose

per perdere di proposito le chiavi della stabilità

per ricominciare, di nuovo, all’infinito, la ricerca di quell’indefinito senso di infinito.

almeno finchè l’equipaggio rientrerà dalla libera uscita.

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